Chi è Santa Gemma? Perché è santa? Qual è stata la sua testimonianza nel periodo storico in cui visse? Quale la validità di essa in questo nostro tempo così tormentato eppur così ricco di fermenti di bene?
Possa Santa Gemma attirare molti alla meditazione delle meraviglie che la grazia di Dio operò nella sua anima e della pronta risposta che lei seppe dare all'«Amore Crocifisso».
Il suo esempio incoraggi tutti a seguirla sulla via della santità alla quale ognuno è chiamato.
Santa Gemma possiamo considerarla come una santa contemporanea, perché, nata il 12 marzo 1878 a Camigliano nei pressi di Lucca, ma vissuta quasi esclusivamente tra le mura della città del Volto Santo.
Gemma ha un'infanzia e una fanciullezza provate da difficoltà familiari, soprattutto dalla morte della mamma quando lei era ancora una bambina di otto anni. Due anni più tardi, la sua Prima Comunione fu l'inizio di una vita spirituale sempre più intensa, aperta alla "grazia" e disponibile all'azione dello Spirito Santo che fece di lei un capolavoro di santità: una santità segnata fortemente dalla Croce.
Gemma visse profondamente, con coerenza il Battesimo. Attinse dalla Croce e dall'Eucarestia la spiritualità e il messaggio che anche oggi ripete alla Chiesa e al mondo: «Amate Gesù solo!», sì, perché è Lui la nostra salvezza, e ci ha salvato morendo sulla Croce.
Gemma è stata: luce di esempio per quanti soffrono nel corpo e nello spirito la Passione del Signore.
Un giorno Gesù chiese a Gemma la fondazione di un Monastero di Passioniste a Lucca. Lei ne fu felice, ansiosa di potervi entrare, finalmente; non vi riuscì e fu l'ultimo suo sacrificio, il più costoso, il più profondo.
Il Sabato Santo del 1903 se ne andava al suo Signore, in silenzio e in pace, dopo l'immane sofferenza delle ultime ore. Ma il Monastero lucchese divenne una realtà, ed ora circonda l'urna in cui lei riposa con le sue spoglie benedette. Intorno a lei, giorno e notte s'innalza la preghiera delle Monache Passioniste che la sentono sorella e guardano a lei come a modello di vita. Claustrali che oltre al servizio offerto al Santuario, continuano a contemplare ed amare il Signore crocifisso e risorto, per accogliere tutti coloro che accorrono a lei per chiedere aiuto e sostegno.
 
 
 
 
   
     
 
 
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