Gemma e la sua Lucca, città del Volto Santo
 
   
 
 
 
 
  Lucca sorge al centro di una piccola ma fertile pianura bagnata dal fiume Serchio. Da un lato, i Monti Pisani la separano dalla piana costiera in cui è posta Pisa. Dall’altro lato, le Alpi Apuane e la Garfagnana con i suoi piccoli e ridenti villaggi. A settentrione, le Pizzorne, con pendici boscose cosparse di paesi, luoghi ameni di villeggiatura.
La città si è estesa al di fuori della poderosa cinta di mura cinquecentesche che la circondano come un anello verde, con case e strade moderne. Ma nell’interno dell’antica cerchia s’innalzano torri e campanili merlati, chiese adorne di splendide facciate romaniche, palazzi con cortili, case di cotto traforate da bifore, portici e loggette eleganti. Penetrando dalle strade principali, pulsanti di vita nel dedalo dei vicoli angusti che serpeggiano tra le case, ci si trova in silenziose piazzette oppure in grandi piazze lastricate e piene di luce e di gente affaccendata, o si costeggia il Fosso che scorre ancora tra due file di case creando angoli suggestivi e pittoreschi.
Di origine ligure, Lucca risentì pure l’influenza etrusca. Divenuta dapprima colonia, poi municipio romano e, in seguito, nel medioevo, potente Comune. Conobbe periodi di splendore e di rigoglio culturale e artistico, assumendo una fisionomia ben delineata cui i secoli successivi non hanno portato sostanziali modifiche.
In questo scenario cittadino vive la maestosa sofferenza della nostra Gemma.
   
 
 
 
 
 
 
 
 
Casa natale
 
 
  La casa natale di Santa Gemma è a Camigliano, frazione del Comune di Capannori, distante circa 7 km da Lucca.
Qui Gemma Umberta Maria Galgani nacque il 12 marzo 1878 da Enrico Galgani e Aurelia Landi.
Oggi la stanza ove nacque la Santa è stata trasformata in cappella, in questa stessa casa morì la sua grande amica Madre Gemma (Eufemia Giannini) il 26 agosto 1971.
Dal 1943 la casa è custodita dalla «Sorelle di Santa Gemma», congregazione missionaria fondata da Eufemia Giannini.
Indirizzo: Via Pesciatina, 632, Capannori, frazione di Camigliano, (LU)
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Casa Galgani (Casa delle stigmate)
 
 
  È l’ultima abitazione in cui i Galgani si ritirarono dopo la morte del padre Enrico, l’11 novembre 1897. È un appartamento, al primo piano, di cui fa parte la camera, oggi trasformata in cappella, dove Gemma guarì miracolosamente da tabe spinale, conversò più volte con Gesù, con la Madonna, con gli Angeli e con San Gabriele dell’Addolorata, e ricevette la grazia delle stigmate, l’8 giugno 1899. Qui Gemma visse la sua dolorosa giovinezza prima di passare in Casa Giannini. L’intero appartamento, oggi, è trasformato in piccolo "Santuario-Museo" e custodisce ricordi e oggetti di Gemma e della sua famiglia. Con una Celebrazione Eucaristica, l’Arcivescovo Monsignor Giuliano Agresti lo inaugurò nel 1984 chiamandolo «Il piccolo Santuario delle Stigmate».
Indirizzo: Via Santa Gemma, 23, Lucca
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Casa Giannini
 
 
  Questa casa, fu scenario per circa tre anni di straordinari interventi di Dio nella vita di Santa Gemma. Qui, dove ancora oggi tutto parla di lei, la Santa ricevette i segni della flagellazione, della coronazione di spine, delle lacrime e del sudore di sangue. Qui le apparve la Vergine con il Bambino. Qui si venera il grande Crocifisso che abbracciò amorosamente Gemma e la statuetta dell’Addolorata, caro ricordo materno, che Gemma vide lacrimare. Qui si conservano la mantellina e la giacchettina; qui si vede il famoso "canterale", il tavolo su cui la Santa scrisse l’Autobiografia e molte lettere. È inoltre visibile il posto a tavola di Gemma e una scala da cui Gemma cadde, spinta dal diavolo. Infine è nel giardino di questa casa il pozzo in cui Gemma si gettò per vincere una tentazione contro la purezza.
Indirizzo: Via del Seminario, 10, Lucca
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La casa dove morì
 
 
  L’appartamento fu preso in affittato dalla zia Elisa Galgani, e il 24 gennaio 1903 vi ci trasferirono Gemma ammalata gravemente di tubercolosi per evitare qualunque pericolo di contagio. Morirà assistita dai membri della famiglia Giannini intorno alle 13,30 dell'11 aprile 1903, Sabato Santo. Aveva soltanto 25 anni.
Questa casa ricorda le spaventose vessazioni diaboliche degli ultimi mesi di vita, la dolorosa crocifissione, l'abbandono e la fine calma e serena, dopo aver agonizzato come Gesù. La stanza ove morì con affaccio sul giardino di Casa Giannini, è stata trasformata in cappella.
Indirizzo: Via della Rosa, 29, Lucca
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Chiesa di Santa Maria della Rosa
 
 
  Sorge di fronte alla casa dove Gemma morì. La Santa la frequentò assiduamente nel periodo di permanenza presso i Giannini e, finché poté alzarsi, anche durante l’ultima malattia. All'interno, è visibile il posto dove sedeva e il confessionale dove Gemma si confessava.
Fu edificata nel 1309 trasformando un oratorio dove si venerava un'immagine della Madonna tra i Santi Pietro e Paolo.
Nel 1333 un nuovo ampliamento ne mutò l'orientamento, appoggiandosi a ovest alle mura romane (visibili all'interno) mentre gli altri lati vennero articolati con luminosi archi vetrati a tutto sesto. L'interno è articolato in tre navate su colonne e volte a crociera, sull'altare maggiore è collocata la trecentesca Madonna della Rosa.
Indirizzo: Via della Rosa, 29, Lucca
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Basilica di San Frediano
 
 
  La prima comunione di Gemma avvenne il 17 giugno 1887, festa del Sacro Cuore di Gesù, nella cappella delle Zitine, rinnovata in maniera solenne nella sua parrocchia, San Frediano, il 19 dello stesso mese; una lapide all'ingresso della cappella di Santa Zita lo ricorda.
L'antica basilica lucchese sarebbe stata fondata per iniziativa, secondo la tradizione, dal vescovo Frediano (VI secolo) di probabili origini irlandesi.
Oltre all'affascinante impianto medievale dell'edificio è possibile vedere numerose opere d'arte, fra queste vanno sicuramente citate: il grande mosaico della facciata (realizzato in parte da artisti di formazione bizantina e parzialmente da ambienti vicini alla bottega locale dei Berlinghieri), le notevoli sculture romaniche del fonte battesimale e l'opera marmorea di Jacopo della Quercia.
Inoltre potete vedere la salma mummificata di Santa Zita, molto cara a Lucca, è venerata in una delle cappelle più antiche della chiesa, costruita sullo spazio del cimitero dove nel 1278 era stata sepolta. Santa Zita è la patrona delle domestiche, e dei fornai, per un miracolo nel quale avrebbe trasformato il pane in rose per difendersi dall'accusa di averlo rubato alla famiglia presso cui era a servizio, per darlo ai poveri.
Indirizzo: Piazza San Frediano, Lucca
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Chiesa di San Michele in Foro
 
 
  In questa chiesa, Gemma fu cresimata il 26 maggio 1885 e vi si recò spesso per confessarsi da Mons. Giovanni Volpi, suo confessore spirituale.
Costruita nel XII secolo, è un esempio tipico di architettura pisano-lucchese con pianta a croce latina. La facciata è ornata con quattro ordini di logge e sormontata da una grande statua in marmo dell'arcangelo Michele, con ali a lamine metalliche, nell'atto di sconfiggere un drago con una lancia. Ai lati sono presenti due angeli. Si chiama San Michele in Foro perché l’attuale piazza era l’antico foro romano.
Indirizzo: Piazza San Michele, Lucca
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Duomo di San Martino
 
 
  Cattedrale di Lucca, fondata nel 1060 a cura del Vescovo Anselmo da Baggio. Nel XII secolo si iniziò la ricostruzione del tempio ad opera di Guidetto da Como. All’interno, il grande Crocifisso ligneo, "Il Volto Santo", veneratissimo dai lucchesi, immagine di Cristo che fu miracolosamente scolpita da Nicodemo, è stata un centro storico di pellegrinaggio per più di mille anni. Gemma visitò spesso questo crocifisso per sostarvi in preghiera. Tra le molte opere d’arte che vi si custodiscono quella di Jacopo della Quercia: il sarcofago di Ilaria del Carretto, giovane consorte di Paolo Guinigi, morta nel 1405.
In questa chiesa, durante una missione – luglio 1899 – Gemma incontrò per la prima volta i Padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. I Giannini sono legati da stretta amicizia col passionista Padre Germano Ruoppolo che diventerà suo Direttore Spirituale.
Indirizzo: Piazza San Martino, Lucca
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