La Gemma preziosa del paradiso
 
   
 
La vita di Santa Gemma Galgani
 
 
«Se tutti gli uomini studiassero di amare e conoscere il vero Iddio, questo mondo si cangerebbe in un paradiso». (Dalle estasi di Gemma)
Queste parole, della giovane lucchese Santa Gemma Galgani, esprimono il suo più profondo anelito interiore: amare Dio e far sì che ogni uomo possa amarlo, poiché aveva capito che solo in Lui l’essere umano trova la sua pace e il suo riposo.
 
   
 
Gemma Galgani nasce il 12 marzo 1878 a Camigliano a pochi chilometri da Lucca.
Il giorno dopo viene battezzata da don Pietro Quilici, parroco di San Michele che della piccola, disse: «Le gemme sono in paradiso. Speriamo che anche questa bambina sia una Gemma di paradiso».
Queste parole si sono avverate, perché ella sarà davvero una gemma preziosa nella Chiesa per il mondo.
Gemma imparerà tra le braccia della mamma, la signora Aurelia Landi, l’amore per Gesù, e la carità verso il prossimo, e con lei inizierà a conoscere la bellezza della preghiera e l’amore immenso di Dio. Purtroppo la sua adorabile mamma, è già malata di tubercolosi, a quel tempo malattia molto diffusa e non facilmente curabile. Un giorno Gesù, chiederà alla piccola Gemma di portare con sé la sua mamma, è lei stessa che lo racconta: «Me la vuoi dare a me la mamma?: Si risposi, ma se prendete anche me. No, ripeté la solita voce, dammela volentieri la mamma tua. Tu or devi rimanere con il babbo. Te la condurrò in cielo, sai? Me la dai volentieri?»
E così la signora Aurelia lascerà questo mondo il 17 settembre del 1886. Gemma in quel momento non sarà lì, per paura del contagio era stata allontanata dagli zii materni. Il vuoto lasciato dalla scomparsa prematura della mamma non sarà facilmente colmabile, ma Gemma non dimenticherà mai gli insegnamenti da lei ricevuti.
Gemma ritorna in casa con il babbo e i suoi fratellini, nel Natale del 1886. Il signor Enrico Galgani, pensa subito a far continuare gli studi ai suoi figli, in particolare alla sua Gemma. E così dopo aver frequentato altre due scuole, in preparazione alla sua Prima Comunione viene a seguire la scuola delle religiose Oblate dello Spirito Santo, fondate dalla Beata Elena Guerra, meraviglioso scambio interiore di due cuori innamorati di Cristo e della salvezza umana e spirituale dei fratelli.
In preparazione alla sua Prima Comunione, Gemma partecipa ad un ritiro dove conosce il suo direttore e confessore ordinario, mons. G. Volpi, che non sempre riuscirà a capire le meraviglie che il Signore lentamente compirà in quel giovane cuore.
Il primo incontro con Gesù sarà per lei una grande voglia ad approfondire la conoscenza di Gesù e in quei giorni ella farà il proposito di essere totalmente di Gesù, l’eucarestia diventa per lei davvero il pane che le darà la forza per affrontare la quotidianità dell’esistenza che spesso sarà attraversata dal fiume della sofferenza fisica e morale.

«Io lo so, Gesù, quanto può, e quanto vale il tuo cibo!… Santo Sacramento, accoglimi, accettami!… Fammi un posticino nel tuo ciborio, mia quiete, mio riposo!». Gemma Galgani
 
   
 
Altri lutti colpiranno la famiglia Galgani, il fratello Gino a cui Gemma era particolarmente legata, la sorellina Giulia e infine viene a mancare il signor Enrico Galgani, distrutto dal tumore, ma ancor più dal suo fallimento finanziario, che lascerà nella povertà totale i suoi figli. Così racconterà nella sua autobiografia la nostra Santa: «I creditori mi misero le mani in tasca e mi levarono quei cinque o sei soldi, palanche, che io avevo».
Dopo la morte del babbo, Gemma venne accolta dalla zia Carolina Galgani a Camaiore, la sua bellezza attirò lo sguardo di alcuni giovani distinti che la chiedevano in sposa, ma Gemma aveva già scelto il suo "Principe azzurro" Gesù! E così per evitare situazioni imbarazzanti, chiese ed ottenne di tornare a Lucca dalla zia Elisa ma poco dopo Gemma si ammalò gravemente. A quel tempo la medicina non aveva i rimedi e le cure di oggi, e così la sua vita sembrò ormai alla fine. Ma il Signore la voleva ancora su questa terra per dimostrare le grandi opere del suo amore per lei, certo, ma a favore del suo popolo.
Gemma guarirà, grazie all’intercessione di Santa Margherita Alocoque, e di San Gabriele dell’Addolorata, giovane passionista morto a soli 24 anni.
E così dal quel momento sognerà solo di entrare in monastero per vivere unita al suo Amore!
Ma la volontà di Dio la condurrà per altre strade, irte di spine e di misteriose, se così possiamo dire, avventure spirituali.
Il suo amore per Gesù Crocifisso, la renderà una cosa sola con Lui, e per grazia speciale, ella parteciperà alla passione di Cristo. I segni delle stimmate, della coronazione di spine e della flagellazione, saranno per lei il dono più grande, ma anche il martirio più difficile da superare: l’umiliazione di essere considerata un'isterica. Le lotte con lo spirito del male saranno per lei una grande sofferenza, ma il suo Angelo custode sarà sempre al suo fianco per istruirla e confortarla.
Il suo direttore spirituale, P. Germano Ruoppolo, passionista di grande spiritualità, dopo aver messo alla prova Gemma, comprende quale tesoro di grazie si racchiude in questa figlia di Dio, un germoglio della passione di Gesù. Una vera passiflora. Una Gemma non solo del paradiso, ma prima ancora della terra.
Pur continuando a desiderare di entrare in monastero e in particolare in quello delle passioniste, Gemma si rassegnerà e offrirà anche quest’ultimo sacrificio.
Accolta in casa Giannini, famiglia numerosa e profondamente religiosa, ella vivrà gli ultimi tempi della sua esistenza nel silenzio di quelle mura accolta come una figlia e sorella. In particolare una delle figlie del signor Matteo Giannini, Eufemia, diventerà la sua confidente, e nel tempo per volontà di Dio, custode dei luoghi e dello Spirito di Gemma, insieme alle monache passioniste che custodiscono oggi il suo corpo e il suo meraviglioso carisma.
Gemma si ammala gravemente, forse di tubercolosi e quindi la famiglia Giannini temendo il contagio trasferisce Gemma in una stanza in via della Rosa, accanto alla sua amata chiesa della Rosa. Naturalmente i Giannini non lasceranno mai sola la loro figlia ormai agli estremi.
Le campane annunciano la Pasqua, è il Sabato Santo dell'11 aprile 1903, Gemma serena può dire come Gesù: «Padre tutto è compiuto!» Gemma ora è davvero quella Gemma preziosa, che dal cielo, fa scendere ogni giorno per tanti fratelli e sorelle bisognosi il sollievo della sua premurosa presenza e della sua potente intercessione.
 
   
 
Beatificata il 14 maggio 1933 da Papa Pio X e successivamente canonizzata il 2 maggio 1940 da Pio XII che la chiamerà: "la stella del suo Pontificato".
Oggi il suo corpo è custodito dalle Monache Passioniste a Lucca e, il suo culto ha dato vita alla congregazione missionaria delle Sorelle di Santa Gemma fondato dalla Madre Eufemia Giannini.

«Quale allegrezza si prova nell’abbandonarsi nelle braccia di Gesù! Si sta tanto bene con Gesù solo!»
«O Paradiso, paradiso! Dove non si farà altro che una cosa sola: Amare!»
(Dagli scritti di S. Gemma)
 
 
 
 
 
 
 
 
Cronologia essenziale
 
 
 
 
 
12 MARZO 1878 Gemma nasce a Camigliano (Lucca).
13 MARZO 1878 È battezzata.
APRILE 1878 La famiglia Galgani si trasferisce a Lucca.
ANNO 1880 Gemma frequenta l’asilo delle sorelle Vallini.
26 MAGGIO 1885 Riceve la Cresima nella chiesa di San Michele in Foro. Gesù le chiede il sacrificio della mamma.
SETTEMBRE 1886 Aurealia Landi, madre di Gemma, muore.
17 GIUGNO 1887 Festa del Sacro Cuore: per Gemma è il giorno della Prima Comunione.
1889-1893: Frequenta la scuola delle Zitine. Tra le sue maestre, la Beata Elena Guerra.
1894 Muore Gino, il fratello seminarista.
1896 Subisce, senza anestesia, una dolorosa operazione al piede. Nel giorno di Natale emette il voto di castità.
11 NOVEMBRE 1897 Enrico Galgani, padre di Gemma, muore. Ha 57 anni. Casa Galgani, a motivo di rovesci economici, viene sottoposta a sequestro.
1898 Gemma rifiuta una proposta di matrimonio per essere «tutta di Gesù».
1898-1899 Guarisce miracolosamente da tabe spinale. Iniziano le esperienze mistiche.
8 GIUGNO 1899 Cristo le fa il dono delle stigmate. Gemma desidera la «vita religiosa», ma incontra, in ogni convento, perplessità, resistenze e chiusura.
1899 Quest’anno, durante le Missioni in San Martino, conosce i padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. I Giannini sono legati da stretta amicizia con il passionista padre Germano Ruoppolo. A padre Germano Gemma dirigerà le sue confidenze.
SETTEMBRE 1900 Gemma è accolta nella famiglia Giannini.
FEBBRAIO-MAGGIO 1901 Gemma scrive, per ordine di padre Germano, la sua «Confessione generale» (Autobiografia) in un quaderno che lei titola «Il quaderno dei miei peccati».
1902 Si offre vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. Gesù le chiede la fondazione di un Monastero di claustrali Passioniste in Lucca. Gemma risponde con entusiasmo, lei, che nel cuore è e sarà sempre passionista.
21 SETTEMBRE 1902 Si ammala gravemente.
GENNAIO 1903 Viene trasferita, presso la zia Elisa, in Via della Rosa. La sua vita è segnata profondamente dal dolore.
APRILE 1903 Inizia il periodo più buio. Le conseguenze del peccato degli uomini, gravano pesantemente sul suo corpo e sulla sua anima. Disfatta dal dolore e dalle incomprensioni, sola, Gemma muore: è l’11 aprile 1903, sabato santo.
2 OTTOBRE 1903 Il Sommo Pontefice Pio X firma il Decreto di fondazione del Monastero Passionista in Lucca.
19 MARZO 1905 Le Claustrali Passioniste iniziano la loro presenza a Lucca, realizzando l’antico desiderio che Gesù aveva espresso a Gemma.
1907 Padre Germano, direttore spirituale di Gemma, ne scrive la prima biografia. Iniziano i processi canonici per il riconoscimento della sua santità.
1909 Si pubblica la sua corrispondenza con padre Germano e con mons. Volpi, rispettivamente direttore spirituale e confessore di Gemma. Nello stesso volume si leggono le estasi raccolte e trascritte dalla famiglia Giannini.
14 MAGGIO 1933 Pio XI annovera Gemma Galgani tra i beati della Chiesa.
2 MAGGIO 1940 Pio XII, riconoscendo la pratica eroica delle sue virtù cristiane, innalza Gemma Galgani alla gloria dei Santi e la addita come modello alla Chiesa universale.
 
 
 
 
   
 
 
 
 
 
 
 
Preghiere composte da Santa Gemma
 
 
Eccomi ai tuoi santissimi piedi, caro Gesù, per manifestarti in ogni momento la mia riconoscenza e la mia gratitudine per tanti e continui favori che mi hai fatto e che ancora vuoi farmi.
Quante volte ti ho invocato, o Gesù, mi hai fatta sempre contenta: ho ricorso spesso a te e m’hai sempre consolata.
Come esprimermi con te, caro Gesù? ti ringrazio. Ma un’altra grazia voglio, o mio Dio, se a te piace…(esporre la grazia che si desidera).
Se tu non fossi onnipotente, non ti farei questa domanda. O Gesù, abbi pietà di me! Sia fatto in tutto il tuo santissimo volere. Amen

O mio Dio Crocifisso, eccomi ai tuoi piedi. Non volere rigettarmi ora che mi presento come peccatore. Ti ho offeso tanto per il passato, Gesù mio, ma non sarà più così. Dinanzi a te, mio Dio, presento tutte le mie colpe… Già le ho considerate e vedo che non meritano perdono, ma beh! Dà uno sguardo ai tuoi patimenti e guarda quanto vale quel sangue che scorre nelle tue vene. Chiudi, mio Dio, in questo momento, gli occhi ai miei demeriti e aprili agli infiniti meriti tuoi, e giacché ti sei compiaciuto, morire per i miei peccati, perdonameli tutti, affinché mai più senta il peso di essi, perché quel peso, o Gesù, troppo mi opprime. Aiutami, mio Gesù, vò ad ogni costo divenire buono: togli, distruggi, annienta tutto ciò che si trova in me non conforme alla tua volontà. Ti prego però, Gesù, ad illuminarmi affinché possa camminare nel Tuo lume. Amen
 
 
 
 
 
 
 
 
Gli scritti di Gemma
 
 
La povera Gemma, su richiesta di Padre Germano, suo direttore spirituale, scrisse la sua autobiografia e numerose lettere, la maggior parte indirizzate al medesimo, tutte raccolte nei libri:
• "Estasi, Diario, Autobiografia, scritti vari di S. Gemma Galgani", edizione a cura della Postulazione dei Padri Passionisti, Roma, 2012.
• "Lettere di S. Gemma Galgani", edizione a cura della Postulazione dei Padri Passionisti, Roma, 1999, 3° ristampa dell'edizione 1941.
• Fabiano Giorgini C.P., "Lettere e scritti personali e Lettere a lei o in riferimento a lei", San Gabriele Edizioni, Isola del Gran Sasso d'Italia, frazione San Gabriele dell'Addolorata (TE), 2004.
(Disponibili presso il Santuario)
 
 
 
 
   
     
 
 
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